Marialba, un anno dopo

Cosa si può dire per ricordare una persona come Marialba Arpa senza retorica? Sarebbe facile cadere nel luogo comune di esprimere il rammarico per la sua assenza, oppure lasciarsi andare alle commemorazioni e ai rimpianti.

"Quando c'era Marialba...
Marialba avrebbe fatto...
Marialba avrebbe detto..."

Eppure quando Marialba era ancora presenza reale fra di noi, sia pure già fisicamente lontana, a causa della sua malattia, era tutto diverso.
C'era ancora quella voglia di fare progetti che la coinvolgevano, quel tenere sempre presente la sua politica "del bicchiere mezzo pieno", che ci costringeva tutti ad andare avanti quasi a senso unico.

Poi ci siamo sentiti tutti orfani, traditi dal destino che ha colpito in modo tanto repentino e crudele una persona così solare e positiva. Che rabbia Marialba non averti più qui.

Non è facile parlare ancora di Lei adesso che è lontana da quel modo di sentire, tutto umano, legato alla materia, al tempo e allo spazio.
A tutti noi piace ancora immaginarla sorridente, con il microfono in una mano e il tabulato del best in show nell'altra, mentre sul palco di una expo sfilano gatti e proprietari.

Per tutti noi è ancora difficile guardare un tavolo pieno di coppe e coccarde e pensare che non sarà lei a distribuirle, a complimentarsi col vincitore a dare una carezza ai gatti più belli e a parlarci di loro.
Quante volte nel corso di quest'anno lo sguardo è andato automaticamente alla porta di una qualsiasi segreteria di un'expo con l'assurda aspettativa di vederla uscire, indaffarata come sempre per qualche "emergenza felina".

Questo è il ricordo più bello che ognuno di noi si porta nel cuore, quella piccola, forse sciocca speranza, che tutto torni com'era un anno fa, unita alla consapevolezza che nulla sarà più com'era, quell'esile filo di ricordi comuni che ci ha legato sempre a Marialba Arpa nel bene e nel male.

Volutamente non parliamo di tristezza, ma di tenero rimpianto, quello dovuto ad una persona che ha significato e continua a significare molto per tutti e non solo per il mondo della FIAF e che resta presenza viva e palpitante, testimone di un piccolo universo che ha, come amava sempre ricordare proprio lei, un comune denominatore: il nostro piccolo amico a quattro zampe, sua altezza il gatto.

Il Segretario Federale FIAF
Cesare Ghisi