L'Allevatore e il Pied de Grue
Pubblichiamo un interessante articolo predisposto da
Andrea Mirino e da Giuseppe Sparracino
pubblicato sul Gruppo FB MFI e che siamo stati autorizzati a pubblicare.

Un termine utilizzato da 600 anni, il cui significato è stato reinterpretato.

Pedigree è un termine che equivale ad albero genealogico, usato per indicare l’elenco completo degli ascendenti paterni e materni di un animale, quale risulta da appositi libri genealogici.

Inizialmente il pedigree fu usato per la genealogia dei cavalli da corsa inglesi, poi fu utilizzato dagli allevatori per indicare la genealogia di altri animali domestici a scopo di selezione.

Con l’estendersi degli studi sulla genetica, elencare gli ascendenti è diventata una consuetudine ed il termine è diventato di uso comune, con il medesimo significato, sia in zoologia, sia in genetica umana, sia anche in botanica.

La parola "pedigree" (c. 1400) viene dal francese "pied de grue" che significa letteralmente "zampa di gru". In antichi manoscritti, i figli erano di solito indicati con biforcazioni di linee rette verso il basso in un albero. Queste linee sono simili al segno lasciato dal piede delle gru. Il pedigree quindi, è un documento che riporta la genealogia.

Se il pedigree è un documento che riporta la genealogia, è lecito pensare che chiunque possa disegnare su un foglio di carta, sotto la propria responsabilità, delle linee il cui significato non è altro che il grado di parentela dei soggetti riportati nel foglio. È altrettanto lecito pensare che qualsiasi animale possa avere il suo albero genealogico indicante semplicemente la sua genealogia e non la razza.

La razza è un gruppo animale o vegetale appartenente alla stessa specie, avente caratteristiche comuni che identificano il sottoinsieme. È intuibile che il pedigree, come viene definito oggi, è un documento che riporta solamente un particolare albero genealogico, in cui tutti i soggetti elencati sono tra loro simili, ovvero hanno in comune le caratteristiche definite da un particolare gruppo o razza.

Nel corso degli anni, per facilitare il lavoro di coloro che si dedicavano allo studio e alla selezione dei sottoinsiemi di alcune specie animali, si è reso necessario raccogliere in un contenitore comune gli accoppiamenti che venivano dichiarati da queste persone (allevatori). Questi contenitori vennero chiamati libri genealogici. Per fare un esempio: i libri genealogici delle razze feline, sono dei libri in cui vengono registrati gli accoppiamenti dei gatti di razza che gli allevatori hanno dichiarato agli enti che si occupano di gestire il libro stesso. Questi enti, sempre a richiesta dell’allevatore, possono emettere un estratto genealogico di un particolare soggetto. In questo estratto sono riportati gli ascendenti del soggetto e l’appartenenza ad un particolare sottoinsieme (razza).

Come è evidente, l’allevatore è il fulcro della selezione. Per mantenere integra la filosofia della selezione, l’allevatore deve poter essere libero di accettare o meno eventuali regolamenti per la registrazione dei soggetti nei libri genealogici. Inoltre, deve poter scegliere l’associazione o l’ente che lo rappresenta al meglio e che più di ogni altro soddisfa le sue esigenze di selezione.

Il pluralismo dato dall'esistenza di differenti associazioni e federazioni sul panorama mondiale, è necessario per mantenere intatto il fine originario del libro genealogico, cioè la registrazione dei soggetti. La gestione della selezione deve rimanere di esclusiva pertinenza dell’allevatore. E' l'alternativa che crea le condizioni per evitare il monopolio e l'imposizione di regole non universalmente accettate.